Diritto alla disconnessione, risoluzione approvata dal Parlamento UE

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"Diritto dei lavoratori di non svolgere mansioni o comunicazioni lavorative al di fuori dell'orario di lavoro per mezzo di strumenti digitali". E' questa la definizione del diritto alla disconnessione elaborata dal Parlamento europeo con la risoluzione 2019/2181 Inl del 21 gennaio scorso. La Commissione europea dovrà emanare una norma sulla stessa materia che vincolerà gli stati membri. La questione è di stretta attualità, a causa del massiccio utilizzo dello smart working a causa del Covid in tutte le PA, e  anche perché a breve il governo dovrebbe aprire le trattative per il rinnovo del contratto scuola. Bisognerà ora attendere che le direttive europee vengano recepite dalla normativa interna con la legge comunitaria, dopodichè di potrà fruire degli effetti delle nuove norme  sul diritto alla disconnessione anche nel nostro paese. E' però un'indicazione che peserà al tavolo del rinnovo contrattuale Secondo la risoluzione UE tale diritto si concreta nel "mancato esercizio di attività o comunicazioni lavorative per mezzo di strumenti digitali al di fuori dell'orario di servizio". Dunque, oltre il normale oraio di lavoro, nessun obbligo per il lavoratore anche per semplici comunicazioni. La risoluzione prevede inoltre che i governi appoggino le organizzazioni sindacali nella fase di regolamentazione in sede contrattuale. C'è quindi una speranza che ci possa in futuro essere un chiarimento decisivo e dirimente rispetto a una materia che tanto ha fatto discutere nell'ultimo periodo, e che ponga un freno all'indebita invasione nella privacy dei docenti.