Corsi INDIRE, triennalisti che non sono rientrati
L’atmosfera tra i docenti triennalisti che non sono riusciti ad accedere ai corsi INDIRE in questa prima fase è carica di tensione e frustrazione. Il desiderio primario di questi docenti è ottenere notizie certe da INDIRE e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’evoluzione della loro situazione, con particolare riferimento alla tempistica. Inoltre, vogliono la garanzia che vengano effettuati controlli accurati sulle graduatorie per sanare eventuali errori.
Un sistema disorganizzato e le opportunità perse
Questa situazione di incertezza e il numero elevato di docenti rimasti fuori dai posti banditi avrebbero potuto essere evitati con una migliore coordinazione da parte del MIM. Se fosse stata stabilita una chiusura dei bandi universitari armonizzata, si sarebbe potuto prevenire l’attuale caos. Il sistema, così com’è, sembra trasformarsi in una “macchina mangia soldi” a discapito dei corsisti. Chi non rientra in prima battuta, infatti, è costretto a tentare l’iscrizione presso un’altra università, sostenendo così ulteriori costi per l’invio di nuove domande. Dopo mesi di attesa e preoccupazioni, l’ansia dei docenti esclusi è più che comprensibile.
Il secondo ciclo previsto dal DM 75/2025 per i corsi INDIRE
Nonostante le difficoltà attuali, è importante ricordare che il DM 75/2025 prevede già l’attivazione di un secondo ciclo per soddisfare le richieste non accolte in questa prima fase. Il comma 3 dell’articolo 6 recita chiaramente: “Nel caso di mancato accoglimento dell’istanza di iscrizione, l’interessato può verificare la disponibilità di posti residui presso i percorsi autorizzati ai sensi del presente decreto. Se le richieste non possono essere soddisfatte secondo le previsioni del comma 2, le eccedenze di iscrizioni saranno trattate con priorità per un ulteriore ciclo di percorsi di formazione, eventualmente.”
Questa disposizione è una rassicurazione fondamentale: tutti gli aspiranti in possesso dei requisiti richiesti potranno, con un po’ di pazienza, accedere ai corsi. La strada potrebbe essere ancora in salita, ma la normativa offre una prospettiva concreta per la specializzazione di tutti i docenti idonei. Resta da capire, tuttavia, quando il MIM fornirà dettagli più precisi sulle tempistiche e le modalità di questo attesissimo secondo ciclo.
FONTE: “Scuolainforma”
ARTICOLO DI: Lara Sardi
20/7/2025

