Corsi abilitanti 2025/26: “Vergogna italica”, la Gilda critica i nuovi decreti

Mentre il Ministero pubblica i decreti che autorizzano l’avvio dei percorsi abilitanti per il prossimo anno accademico, la Gilda degli Insegnanti solleva una dura critica. Il coordinatore nazionale, Vito Carlo Castellana, ha definito l’attuale sistema una “vergogna tutta italica”, puntando il dito contro la gestione dei posti e i costi a carico dei docenti.

Il nodo della distribuzione territoriale

Secondo l’analisi del sindacato, l’assegnazione dei posti da parte delle università non risponde alle reali esigenze delle scuole. Nonostante le indicazioni del MIM, persiste una forte sproporzione tra i corsi attivati e le cattedre effettivamente scoperte:

  • Il caso Bari: l’università ha previsto solo 10 posti per Matematica e Fisica, a fronte di ben 70 posti per Francese e 65 per Storia dell’Arte, ignorando le priorità del territorio.
  • Emergenza STEM al Nord: in regioni come Lombardia e Piemonte, il numero di posti per le discipline scientifiche rimane inferiore rispetto alle necessità reali per ruoli e supplenze.

La proposta della Gilda: meno costi, più coordinamento

Il sindacato chiede un cambio di rotta radicale per evitare che gli aspiranti docenti siano costretti a “pagare per insegnare”:

  1. Regia agli USR: la Gilda propone che siano gli Uffici Scolastici Regionali ad assumere il coordinamento organizzativo, integrando le università con le risorse interne alle scuole.
  2. Corsi gratuiti: viene ribadita la necessità di rendere i percorsi abilitanti gratuiti o a costi calmierati, eliminando l’onere economico che attualmente grava sui precari.

Fonte: Orizzonte Scuola