Carta del Docente 2025/26: attiva dal 9 marzo, ma l’importo scende a 383 euro
Dopo una lunga attesa, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha sbloccato la Carta del Docente per l’anno scolastico 2025/2026. Sebbene la platea dei beneficiari sia stata storicamente allargata, il valore del bonus subisce un taglio significativo rispetto ai tradizionali 500 euro.
Date e Beneficiari
- Attivazione: il borsellino elettronico è consultabile e attivabile da lunedì 9 marzo 2026.
- Platea allargata: oltre ai docenti di ruolo, il bonus spetta ora anche ai supplenti annuali (31 agosto), ai docenti fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e al personale educativo. In totale, i beneficiari superano il milione.
L’importo e le nuove categorie di spesa
A causa dell’estensione del beneficio a una platea più vasta (prevista per legge e spinta dalle sentenze della magistratura), il valore nominale della carta è stato ricalcolato:
- Nuovo importo: 383 euro.
- Novità sugli acquisti: per la prima volta, oltre a libri, hardware e corsi, sarà possibile utilizzare il bonus per servizi di trasporto e per l’acquisto di strumenti musicali.
- Fondi aggiuntivi alle scuole: il Ministro Valditara ha stanziato 281 milioni di euro direttamente agli istituti scolastici per l’acquisto di dispositivi digitali (tablet, PC) e sussidi da concedere in comodato d’uso ai docenti, oltre che per finanziare la formazione interna.
La dura critica della Gilda: “Uno strumento impoverito”
Il coordinatore nazionale della Gilda, Vito Carlo Castellana, ha espresso un giudizio molto critico sulla gestione del bonus:
- Risorse sprecate: secondo la Gilda, queste risorse avrebbero dovuto essere inserite direttamente nel contratto nazionale fin dal 2017, diventando così pensionabili e soggette a rivalutazione.
- Guerra tra poveri: l’attuale sistema ha innescato una conflittualità interna tra precari e docenti di ruolo, alimentando ricorsi legali e portando, paradossalmente, alla decurtazione del bonus per tutti.
- La proposta Gilda: il sindacato chiede di superare il sistema delle piattaforme e dei bonus, introducendo la totale deducibilità fiscale delle spese sostenute dai docenti per la formazione, l’aggiornamento e l’acquisto di libri e strumenti di lavoro.
Fonte: Orizzonte Scuola / Comunicato Gilda Unams

