Rinnovo Contratto 2025/2027: la Gilda all’ARAN per lo scorporo della Scuola
In data odierna, 11 marzo 2026, si apre ufficialmente presso l’ARAN il tavolo negoziale per il CCNL Istruzione e Ricerca 2025/2027. Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Vito Carlo Castellana, ha illustrato la strategia del sindacato, definendo gli obiettivi economici e, soprattutto, quelli strutturali.
Il quadro economico: aumenti e “gabbia” contrattuale
Dopo aver difeso la firma del precedente contratto (2022/2024), che ha evitato il congelamento di risorse cruciali portando aumenti medi di 150-185 euro, la Gilda guarda alle cifre del nuovo triennio:
- Incremento stimato: circa 143 euro lordi mensili medi per i docenti (incremento del 5,4%) e 104 euro per il personale ATA.
- Effetto cumulato: considerando i rinnovi 2022/24 e 2025/27, i docenti vedranno un incremento complessivo di circa 416 euro lordi rispetto ai livelli precedenti.
- La criticità: Castellana denuncia una “gabbia contrattuale”, poiché le risorse sono già predeterminate dalla Legge di Bilancio, limitando il margine di manovra dei sindacati al tavolo.
La proposta di rottura: Area contrattuale separata
Il punto cardine della piattaforma Gilda per l’11 marzo è la richiesta di uscire dal comparto unico del pubblico impiego.
“Questo sistema di contrattazione non porterà mai risorse adeguate al mondo della scuola”, ha dichiarato Castellana.
La proposta prevede:
- Un’area contrattuale specifica per i docenti, distinta dal resto del pubblico impiego.
- Un contratto separato per il personale ATA. L’obiettivo è evitare che i finanziamenti vengano diluiti su una platea troppo vasta (oltre 1,3 milioni di dipendenti tra scuola, università e ricerca) e ottenere un riconoscimento giuridico ed economico che rispetti la specificità della professione educativa.
Governance: meno RSU, più Collegio Docenti
La Gilda punta anche a una riforma della gestione interna alle scuole:
- Critica alle RSU: definite un sistema spesso “poco democratico”.
- Centralità del Collegio Docenti: la richiesta è di restituire al Collegio il potere decisionale su didattica e organizzazione.
- Modello di Dirigenza: si guarda al modello francese, dove il Dirigente Scolastico è un coordinatore della didattica, idealmente eletto dal Collegio stesso.
Fonte: Orizzonte Scuola

