Dimensionamento scuole, i TAR decidono in modo discordante. Cosa è previsto a Vicenza.

Qualche giorno fa il Tar Campania ha accolto la richiesta di sospensione cautelare e di remissione alla Corte Costituzionale del decreto sul dimensionamento delle scuole. Il Tar del Lazio sullo stesso tema si è comportato diversamente, rigettando l’istanza cautelare della regione Puglia sullo stesso tema.

COSA DICE IL MIM

Dopo la pronuncia del Tar Lazio, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha pubblicato un comunicato stampa in cui si afferma che “nelle motivazioni della decisione viene chiarito che nei contenziosi portati avanti dalle regioni non c’è alcun danno grave e irreparabile che giustifichi una misura cautelare. Avanti, dunque, nell’attuazione della misura, richiestaci dall’Europa, che non prevede la chiusura di plessi ma solo l’ammodernamento del nostro assetto organizzativo, attraverso l’eliminazione progressiva delle reggenze. Grazie a questa riorganizzazione avremo scuole più efficienti e risparmi per 88 milioni di euro; risorse che potranno essere reinvestite per il personale scolastico e non solo”.

Il provvedimento firmato da Valditara prevede l’accorpamento delle scuole con meno di 900 alunni. Ciò significa che in Puglia si passerebbe da 627 a 569 istituzioni, mentre nella Campania il taglio sarebbe da 965 a 839 istituti. Le regioni si oppongono perché pensano che questo accorpamento porterà inevitabilmente ad ulteriori tagli del personale – in particolare dei collaboratori scolastici.

Per capire come finirà, dopo che il Consiglio di Stato ha fermato la sospensiva per la Campania, bisognerà aspettare il giudizio definitivo dei due Tar (e l’eventuale successivo ricorso).

In Veneto l’accorpamento non avrà le dimensioni previste per altre regioni, tuttavia qualcosa sta già succedendo.

Oggi infatti avrà in Provincia la seduta che prevede l’accorpamento dell’IC 4 e IC 2 e dell’IC 6 e IC 7 di Vicenza.